Castegne amare
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Mi ha colpito l'ultimo verso e, prima, la parola -croda-, che mi fa pensare alla montagna, però non vorrei fosse del tutto fantasioso da parte mia... comunque, che strana sensazione leggere queste parole...
non so quale dialetto sia, ma per il titolo posso immaginare una rabbia, che resa più forte da un dialetto sanguigno di appartenenza rende meglio, e sicuramente, recitata dall'autore, sarà esaustiva.
CASTAGNE AMARE (sono quelle dell'ippocastano) ----- Non servono proprio a niente cadono inutilmente crollano e riempiono il marciapiede. Ma mentre le schivi ti accorgi che ti rapiscono (gli occhi) per il piacere di guardarle. Ti meravigli della scorza bella lustra, non puoi fare a meno di raccoglierle e almeno una cacciartela in tasca e credere che cacci la sfortuna. *** Non faccio certamente un piacere a "x dire" che non ha voluto mettere la traduzione (che infatti impoverisce la straordinaria rude dolcezza del testo), ma faccio un piccolo servizio a chi vuole districarsi nel nostro ostrogoto.
Devo ringraziare Omero... per la traduzione. Mi astengo dal commentare un dialetto a me sconosciuto e quindi poco sentito... ma non avrei comunque voluto perdere il senso... di questa semplice ma originalissima poesia...

