Arcobaleni
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I
C’erano una volta le dee
fuggite ad inseguire
iconiche lusinghe
ed ora è vuoto l’Olimpo.
Nel tuo laboratorio
in via Margutta
dipingi il mio amore
mentre muta e seriosa
langue
in disparte Poesia:
aspetta, aspetta un giullare
che riporti l’antica allegria.
II
Parmi udir per via
il tintinnar di sonagliere
d’un vecchio aristocratico landò
che s’avvicina.
Un arcobaleno buca la tendina
e un altro ancora
ad infiammar le muse,
dee e cuori;
cromicità riflesse
su maioliche e quadri
ricolmi di colori.
Al tuo crochet, mia cara,
l’intrecciare dei pizzi.
*
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (1)
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Sara Acireale29 settembre 2012
Può succedere che l'estro e le idee per scrivere possono venire a mancare...È successo anche ai grandi Poeti ma...è una cosa momentanea, basta non dare peso alla cosa e le idee verranno ancora più geniali di prima... Poesia ben stilata e uno stile limpido scorrevole, originale
