L'autunno di città
rita iacobone
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Un cielo inarcato
come cupola di fosco vetro,
racchiude la città d'autunno pervasa,
dove un paglierino sole
fa l'umidità delle strade scintillare,
nei viali d'alberi, custodi di vita,
fruscianti tappeti
i marciapiedi coprono,
foglie arrossate lentamente deposte
come pellegrini pensieri,
tra i rampicanti sempre più spogli
muri di case s'intravvedono,
contagia un sordo languore,
bruma silenziosa posa
su scheletri neri di rami
che puntano verso il cielo,
dal nord correnti fredde
l'arenile turbano,
rapidi i gabbiani,
il silenzio rompono.
In giornate sempre più brevi,
s'affretta il passo tra le vie,
bramando il domestico calore,
di mele profumato.
Sotto lunghe ombre,
code di risate nostalgiche,
confuse nell'odore di caldarroste.
Fra ovattato trambusto del traffico,
goccie fredde di pioggia improvvise,
la pelle pungono come punture di spillo,
sale al naso l'odore di umida terra
dalle aiuole intorno sparse.
Arruffa il vento siepi e idee,
sfrangia nuvole che si rincorrono
improvvisa, in un arco bruno,
la luna si svela,
d'incanto e di illusione
l'abitato innonda.
©
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L'autore
rita iacobone
Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo
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