Spasmo labirintico
Una scossa elettrica mi gettò
in un vortice d'ansia,
la mia vista s'annebbiò,
d'un tratto i miei occhi
furono rapiti
da frequenti e alternate
allucinazioni.
Là fuori dalla finestra
mi sembrò di vedere
un ardente fuoco scintillare,
là fuori dall'altro lato
sentivo bussare,
qua tutto sembrava girare
intorno a me,
il cortocircuito stava per iniziare...
Ero qui e pensavo di essere là,
ero là e volevo essere qui,
era la vita, era la morte...
Tutto contro ogni sorte,
rinchiuso come in una cassaforte.
Scuotevo la testa tanto quanto
essa scuoteva me stesso,
ero fuori...
Perso in un giardino di fiori,
ove api oltraggiose ronzavano
ed io sfuggivo nei boschi,
nei fiumi pieni di rospi...
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Commenti (1)
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F
Francesca Coppola19 febbraio 2007
L'idea non è male, ma non mi piace l'uso alla fine della rima, che lo fa diventare troppo leggero! l'inizio fa presupporre una certa inquietudine, instabilità, incertezza, confusione e la fine con le rima non è ideale! e poi credo ci sia un uso spropositato di puntini sospensivi! sono solo suggerimenti!