Per... enne
Bevo di te
ed ubriaco osservo
la stanza…
cadono rose dal quadro di Dalì
e riempiono di petali il mio letto.
Il profumo nausea
Mi soffermo a ricordare ogni curva del tuo corpo
e leggerne il percorso
non hai mai detto amore
eppure mi consola
stringere forte
il tuo ricordo
ho bisogno di vivere
prima d’iniziare a morire.
Abbraccio un cuscino di carta
a penna ci scrivo il mio sogno
“è un campo di margherite
dove ci si rotola nudi e felici
Ti amo dici
e ti soffermi sul mio viso
di riso deriso
dal tempo e dal vino”
Sputaci sopra, dico, prima di pensare,
a questa stanza chiusa
a questo tempo interrotto.
Basterebbe una benda
a risanare questa ferita,
mummia diverrei
e dal sarcofago letto
ritornerei ad amare.
©
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Commenti (1)
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Zima19 febbraio 2007
mi piace molto questa poesia dal sapore dolce e acre... !
