Il mio sonno
Con quali occhi veglierai il mio sonno
artatamente acceso per scordare...
dolori fuori da ogni strazio lecito
intrisi di ferocia senza pari.
Perché svegliarsi in una luce gelida,
aziona aghi conficcati in fondo
e allora sia compreso il mio dormire
infarcito di sogni e vanagloria
inaccessibile ai miseri richiami
di pelle impermeabile al dolore
di umani desideri arsi al sole
di questa finta estate senza fine.
Sbircerei solamente per vedere
gli occhi tuoi belli lì a vegliare i miei.
©
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