E ti dirai
E ti dirai che tutto,
in fondo, non è che
parte del gran gioco,
del filosofico sognare
un mondo più perfetto,
che i passi camminati
non svaniranno certo
col fumo degli incensi...
E questo ed altro ti dirai,
ma sempre resterà quel
dubbio vivo a rammentar
la porta chiusa sull’ignoto
e tutto fluttuerà sospeso
ondeggiando in una attesa
disperata e fiduciosa.
Uomini, noi,
sempre una luce cercando
pur tra le cento, mille,
sanguinanti ferite
costantemente aperte.
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Commenti (2)
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Clara Gismondi5 ottobre 2012
Svanisce il sogno se si smette di lottare...è l'unica condizione che conosco per continuare a vivere... Fermarsi alle ferite è un po' morire... abbandonare lo scorrere, l'impermanenza... Bella poesia!
h
hy ju6 ottobre 2012
Mi piace la chiusa, sopra ad ogni altra cosa: mi piace pensare a quest'umanità intenta a cercare una luce, nonostante le ferite. Come se le ferite, potessero esser indizi, o spiragli. Come se la luce, si potesse cercare oltre che al di fuori, anche verso dentro, dentro queste ferite costantemente aperte.
