Placido trastulla

Placido trastulla
quel gabbiano all'onda
tuffa il capino
al piumaggio
che arruffa
e pigro sonnecchia
che il lungo meriggio
di primo autunno
mogio si presta...
gongolano quei cumuli
di passaggio
e densi di bigio
le tenui gocce posano
sul mare
Lungi bofonchia quel temporale
e annuncia a quel gabbiano
il fortunale
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (2)
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M
Mariasilvia5 ottobre 2012
S'adagia sull'acqua senza sospetto, nella sua dolce andatura. La poesia rasserena e offre bei versi con pacate parole. Piaciuta. Complimenti!
D
Darius6 ottobre 2012
Il gabbiano, simbolo impareggiabile che rappresenta la libertà ed il mare. Due elementi ineguagliabili per la poetessa che, in un tranquillo pomeriggio autunnale, sulle rive del mare di Genova, ci racconta le sue emozioni nelle quali ci tuffiamo piacevolmente. Complimenti!
