"Amavi la cenere"
Stefano Drakul Canepa
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senza fuoco
tu bruciavi il cuore
senza calore
Frutti di bosco nero le labbra
e oltre la fitta trama dei sogni
un pensiero d'oltreterra in volo,
pallida traccia d'un vago amore.
Ogni tuo silenzio era una goccia,
una foglia che tremava ai vespri
e le nostalgie parevano discordie,
conflitti fra te e la notte che muore.
Qualche volta amavi la cenere
ed i semi d'ombra lasciati sfumare
sulla pelle che apriva desideri neri
e vani delitti consumati piano al buio.
Ogni tua carezza era nero silenzio,
un germoglio d'oltremare viola,
una luce perduta all'orizzonte
che non sa tornare, mai da sola.
Una piccola stilla di tremato cuore.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Elena Poldan6 ottobre 2012
Un eros velato e oscuro che affonda le sue radici nel silenzio, nel "nero". Particolare la prospettiva... dietro gli occhi di lei, cercando di interpretarne i pensieri, nell'alone vago di un lieve amore.

