"Caronte"
Stefano Drakul Canepa
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nero demonio
dallo sbiancato crine
e dal vivo fuoco
Il fiume era tranquillo, nere le rive
ed un soffio di vento a lamentare vesti
candide nel loro dolore di silenzio,
appena mosse al vespro di un ricordo.
Tu vedevi ogni cosa, le lacrime calde
ancora intrise di stupore, le chiome
unte dal sudore di un passaggio breve
dalla vita ad un tragico reame di buio.
Tu spingevi il legno della morte,
il ferreo supplizio nato dalla notte
e spinto a fluttuare nel velo dell'inferno
con le grida a far da funesto tormento.
Nero era il fiume e candide le spoglie,
nessuna preghiera, nessun fiore
solo le corde di un altare maledetto
e due monete a far da cieca offerta.
Non la pietà dei morti
a passare oltre la riva.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Elena Poldan7 ottobre 2012
Singolare la tua prospettiva nel dipingere il becero traghettatore dell'anime rie... Cmq, come sempre, grande abilità nello stilare testi oscuri e tenebrosi...
Azar Rudif20 aprile 2014
Verrà il giorno che toglieremo il timone a tal demonio


