Penseri
estro non diede beltà
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Cani i tutti i culuri, senza cura,
currunu, cercunu u padruni,
'bbajunu 'nde vecchi riuni,
satunu 'ddritti cuntr'e mura.
Vonnu tornari, no 'ssannu chi fari.
Carcunu passa si faci viriri,
po cari a retu e si lassa moriri,
nu naufrugu chi non sapi natari.
A notti scatenanu perduti passiuni,
si 'mbiscunu, si cangiunu, senza ragiuni,
ra muri, ru tempu ti fannu patruni.
Poi, i 'ccarizzi, i rassi 'ndurmantari,
'ttaccati a ttia ne po 'bbandunari,
ca luru presenza ti fannu campari.
Ricordi
Cani di tutti i colori, senza coda,
corrono, cercano i padroni,
abbaiano nei vecchi rioni,
saltano dritti contro le mura.
Vogliono tornare, non sanno che fare.
Qualcuno riesce si fa vedere,
poi cade indietro e si lascia morire,
un naufrago che non sa nuotare.
La notte scatenano perdute passioni,
si mescolano, si trasformano, senza ragioni,
dell'amore, del tempo ti fanno padrone.
Poi, li accarezzi, li lasci addormentare,
attaccati a te non li puoi abbandonare,
con la loro presenza ti fanno campare.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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