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Riflessioni 9 ottobre 2012 · lettura 1 min · 2840 letture

Al mio funerale

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Ci sarò anch’io al mio funerale per i vostri visi mesti impassibile sorriderò ed invisibile ascolterò le vostre chiacchiere cercando di capire se ho perso o vinto nell’ultima scommessa. Ma prima mi piacerebbe ascoltare un’ultima volta la quinta di Beethoven ed il suono del mare quando batte sotto il muraglione brullo dove nascevano i capperi prima del salso dei vostri pensieri.
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Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (4)

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Berta Biagini9 ottobre 2012

Credo che l’autore nella parte caudale abbia voluto esprimere il suo ultimo desiderio – tornare bambino quando sgambettando si divertiva ad arrampicarsi su quelle mura dove i capperi avevano un loro modo particolare d’imporsi.

Lorenzo Crocetti9 ottobre 2012

Una vaga ed insolita ironia investe all'inizio questa bella poesia di Rasimaco, che partecipa al proprio funerale sorridendo sarcasticamente per i visi mesti degli "accorati" partecipanti che fra loro, naturalmene, chiacchierano. Come in ogni funerale che si rispetti, per la maggior parte dei casi (o tutti) avviene. Nel finale però la poesia riprende il suo corso altamente poetico, e il poeta, dopo essersi domandato se il suo iter nella vita sia stato positivo o negativo, esprime il desiderio di ascoltare attimi che hanno percorso la sua esistenza: una sinfonia di Beethoven e il rumore delle onde del mare che battono sul muraglione. Là dove nascevano i capperi... Chiara espressione del rifugiarsi in se stessi al di fuori di tutto.

Enrico Baiocchi10 ottobre 2012

Ad uno sberleffo alla morte si contrappone il ricordo di istanti di sublimazione, è come sconfiggere il tempo.

Azar Rudif9 ottobre 2014

Come è possibile che mi sia sfuggito questo verso potentissimo e che metterò in cornice... Dico UN VERSO perché non è un insieme di versi, ma lo leggo come un solo verso che manda a quel paese tutto e tutti nel momento di maggior gloria della nostra vita. Comincio a pensare a qualcosa del genere per la mia lapide... mi piace l'idea. Grandiosa la citazione sulla V di Beethoven che io considero l'unica più grande sinfonia mai scritta nella storia dell'umanità e non è dedicata ad un imperatore, come si dice, ma rappresenta il bussare di Dio e quando verranno alla mia lapide... dopo aver letto busserò da dietro la lapide con 4 battute come la V di Beethoven. Semplicemente grandiosa poesia e fenomenali versi... me li incornicio, ho deciso