Nell'illusione

Partorisco amniotici silenzi
che sgusciano furtivi dalla bocca
come un ladro e il suo bisogno di droga
fabbrico passioni con la penna
annerendole d’istanti senza voce
pulsano d’istinto e di peccato
gemono di visioni
e finalmente urlano
nel momento in cui si spengono
urlano
con la forza della mia irragionevole coscienza
inventano preghiere immobili
per restare in vita
tra ingranaggi di follia
e suoni inerpicati tra i pori
del mio corpo instabile
non è il mondo intorno
sono io l’illusione
la tela macchiata di filate mancanze
il profilo di quel che resta muto
respirando il misero tormento che abita il buio
io
che a volte mi vedo
negli attimi di luce
che ancora accadono al mio vivere.
©
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L'autore
Turan
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