L'eterno e il finito

Ti cercarono gli occhi dell'anima
Lo spirito delle cose soffiava
e tu profumavi di miele e grano
cantavi sorgente
sfogliando le mie incompiute
Nel caos dei profili della valle
nel mare del ricordo
nel monte dove l'alba portava il sole
ho volato fra le tue braccia aperte
per risalire piano
e piano, piano riconoscermi amata
Amare il respiro oltre la forma
dove gli angeli ci danno la mano
e la mano conserva impronta
Così ti ho scritto tra l'eterno e il finito
in un seme cresciuto
A volte è un vibrare di note
che solleva il canto
Il suono di un vecchio strumento
che si lascia sfiorare le corde
Ballando in libertà
nelle falde del cuore
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli15 ottobre 2012
versi che non mi stanco di leggere e rileggere... scorrevole... emozionante nel contenuto ed elegantemente stilata...

