Incendi estivi
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Romba il canadair giallo- canarino
sull’immota superficie
e l’acqua increspa e ingoia
con sforzo immane
riabbracciando il cielo.
La furiosa lingua
ch’avvampa la montagna
e arde la pineta
solo un momento si acquieta
poi con maggiore vigore
tra il lamento dei faggi
si rinnova.
Per l’incendio
che mi squassa il petto
non ci sono canadair
né Protezione Civile
che possa garantire un intervento
per chetare la fiamma
che brucia e brucia
e non rischiara la notte
non rischiara la via
ma solo mutila
il mio io al tuo cospetto.
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (1)
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Cinzia Gargiulo13 ottobre 2012
Veramente troppi gli incendi estivi impossibile che siano tutti naturali sicuramente molti sono dolosi... ma gli incendi che scoppiano nell'anima sono sicuramente naturali ed impossibili da domare... Poesia scorrevole e ben scritta, apprezzata per originalità del testo e forma.
