Sono ciò che tace
Nicolina Macari
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Lungo le pareti incessanti di me
precipita ciò che tace
ripongo il vibrato trionfa l'anima
che rabbrividisce l'ozio
Una candela solo palpa
il desiderio di luce
crepita un ricordo
natante di nodose nocche
solleva pallore e recinsione
di quel frammento di possibile
nel mio volere difforme
perché afferrassi aurora
e tremo labiale a schiudere lamento
inciampo naufraga
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Commenti (5)
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Giacomo Scimonelli14 ottobre 2012
secondo me già il titolo dice tutto e tanto... un'introspezione profonda e sentita ben verseggiata... apprezzata
Emanuele Martina14 ottobre 2012
dei versi stupendi che velano un silenzio dell'anima, una sofferenza forte, molto molto bella, complimenti
Patrizia Ensoli14 ottobre 2012
recinsione di quel frammento possibile ... in quell'istante solo nostro, l'anima anela la sua libertà Un tormento che dai versi introspettivi parla e piange!!
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giovanni bagnariol15 ottobre 2012
Un cuore che palpita nel silenzio dell'anima. Un tacere più eloquente di ogni parola che ci svela e racconta la nostra più vera e profonda essenza.
Bruno Leopardi15 ottobre 2012
E' diffcile esserlo, ciò che tace. E' un punto di arrivo di chi rinuncia. E da evitare però. Perché a volte dentro è dolore, per quello che non dovrebbe essere così. Stupenda poesia, apprezzatissima.




