Di cosa posso parlarti se non di aurore?
Di cosa posso parlarti se non di aurore?
Di cosa potrei parlarti pensando a tramonti?
Giochi d’acqua su vetri assolati
Fontane, brividi, ghiaccio
Sorgenti luminose ma lontane nel tempo
Torrenti e spiagge
Casupole abbandonate, donne distratte
Coraggio, murene, cuspidi, soli
Alternanza d’emozioni che fuggono senza sosta
Da un colore all’altro, con toni diversi, e diversi riflessi.
Rimbalzo per il mondo, per quanto stia immobile
Ed il pensiero stupido s’impone, scoraggiante, impenetrabile:
Non riusciremo mai a capire noi stessi studiando noi stessi.
Dobbiamo uscire fuori, spalancare le porte, prendere aria
Dobbiamo toccare lo sporco, il verde, il cosmo
Dobbiamo navigare nel terriccio, attraversare il sottosuolo e uscirne di nuovo, ritemprati
Provare ad ascoltare il vivo suono, genuino; il verso selvatico rotondo,
Il grammofono dell’aria di campagna, o il gelo dei grattacieli.
Parlo di aurore per tenerti in vita ancora un po’
I tramonti infondo li abbiamo già vissuti e superati insieme
Dimenticandoci della notte.
I filosofi raccontano ragionamenti infiniti, e terribili abissi;
Noi invece siamo strumenti nelle mani di stelle tremolanti,
Precarie e rossicce,
per questo non ci resta che accoccolarci nelle nostre fantasie;
Noi confidiamo nelle illusioni solo per profonda fede nella realtà.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!