Inganno del cuore
Ti vedo ancora
quel pomeriggio d'estate
alla villa romana...
Eravamo a piedi nudi
e tu
indossavi il tuo vestito bianco,
giocando con la gamba
nel sollevarlo un poco.
Soli in mezzo al bosco di pini,
io facevo l'equilibrista
per farti innamorare
e alla finestra sostavi,
nei tuoi pensieri raccolta
mentre poco distante,
la baia raccontava
il nostro incontro.
Rifugiati in una roulotte,
io smettevo di fumare
grazie ai tuoi baci
e di arte povera
riempivamo le ore,
tra versi, dipinti ed
effimere sculture.
Mi manca quel sogno vissuto,
quel tempo sospeso,
quel viaggio d'amore.
Ora tutto è cambiato,
non passano i minuti
senza il tuo sorriso,
se chiudo gli occhi
non vedo che il tuo viso.
Eppure so
che è passato,
quell'essere stato
innamorato di te.
Mi sento vuoto,
come se fossi morta...
Forse a vent'anni
si ama davvero,
come piccoli ingenui,
giovani pieni di vita.
Ora è diverso,
si è soli più di prima
e il volto non cambia
se davanti a sé
si ha il solito stesso giorno,
quello del lavoro per forza
e del panino imbottito,
quello del giorno di pioggia
e del traffico in strada.
Non volersi più svegliare,
restare nel ricordo...
Una parte di me non c'è più,
ci ho provato...
Ma dove è andata?
E' con te
in quella baia
a giocare ad essere felici
è nel letto della roulotte,
tra i versi
e le nostre parole,
Racchiusa in un frammento di vita,
un inganno del cuore,
il ricordo, la realtà.
©
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