La buona e la cattiva strada

Al bivio tra la buona e la cattiva strada,
vi son giunto una notte di luna calante
e la sua luce fioca certo non mi aiutava,
a decidere quale fosse più interessante.
Una era indicata da un cartello sbiadito
con avvisi di divieto, di frane e tornanti;
l'altro invece era chiaro, senza limite alcuno,
ricco di oasi, parchi, alberghi e ristoranti.
E il percorso, fin là, io lo avevo tracciato
chiuso dentro una bolla d' infrangibile vetro,
che si ruppe soltanto nel momento preciso,
in cui al vento donai il mio ultimo gioco.
Cosicché chiusi gli occhi e girai su me stesso;
camminai senza aprirli per decine di metri,
fino a che non sentii tremar sotto ai miei piedi
e la terra spaccarsi a formare un gran fosso.
Ed è lì che ho capito che ormai il dado era tratto;
non avrei mai potuto tornare più indietro;
e mi accorsi ben presto che il caso ha voluto
farmi prender la strada dal cartello sbiadito.
Ma ora, più ci cammino e più mi persuado,
che a decidere no, non può essere un caso,
se ogni cosa che incontro, se ogni cosa che vedo,
somiglia al disegno che osservavo dal vetro;
e ora, più ci cammino e più sono sicuro,
che quel bivio è soltanto una gran presa in giro:
non esiste una buona o una cattiva via,
ma c'è un'unica strada, ed è quella tua.
©
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