Che già è ora di stelle
Mulinelli in spazi deserti sollevano polveroni chiari
come fossi vecchia- giovane, felice- infelice
certo affannata
mi desto alla rincorsa da catalettico sonno risvegliata
sepolta e frantumata in cristallo di ricordi
sì
mi risaprò ombra felice fra questi amati colli
incipriata dal tepore rosato di mandorli e peschi
a fianco di secolari ulivi e cipressi solcare sentieri erbosi
folti di margherite a primavera, dalla casa di nonna
al fiume, alla cascata.
Qui
dove s'ormeggia dondolando la rosa alla rosa densa maggese
sul pergolato, feriti in stillicidio
profumato gli occhi si dilatarono per una festa di fuchi e api.
Assenze evoco:
si contrae nel moto stesso ampio e solenne la sera
che già è ora di stelle e l'infinito mi traspare.
©
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
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