"L'acqua era fredda"
Stefano Drakul Canepa
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note di gelo
sul silenzio notturno
dell'acqua scura
L'acqua era fredda ma il buio intorno
vibrava di terra e silenzio, era un fiore scuro
che danzava le sue note sottili al ritmo notturno.
Le labbra chiuse respiravano i giorni mai nati.
Ed i gesti erano nude rovine al cospetto
dei sogni sbocciati sulle rive di un fiume malato.
Passi scomparsi al calore delle prime stagioni,
capelli ribelli in traccia di biondo ricamo.
L'acqua era ferma, forse in attesa
di un sorriso già spento fra le preghiere immote,
forse in delitto di resa per le albe non viste.
Le mani chiuse per stringere ali di gelo.
L'acqua era spaventata dal buio intorno,
cercava le iridi spente per gemere una speranza,
per un'ultima carezza abbandonata alla tenebra.
Lo sguardo rivolto all'ansia di timidi germogli.
Gli occhi cristalli fragili nel ricordo del sole.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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EnzoL18 ottobre 2012
Dolente e bellissima lirica, un ode per le vittime innocenti che con la morte si son spenti i loro desideri e i loro giorni, . mi riporta in mente anche Ofelia in alcuni punti veramente bella

