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Cronaca 19 ottobre 2012 · lettura 1 min · 2704 letture

Col volo del nibbio

Nino Vicidomini 132 poesie pubblicate
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Cantava giorni di gramàglia la civetta e rispendevi insoliti messaggi per un epitaffio da comporre sul basalto. - Miosòtis, miosòtis - Tu, breviario d’amore che rimuginando saggezze dicevi la vita, hai voluto provare l’ebbrezza con il volo del nibbio ed obliosa planando sei approdata alla battigia di quel lido in capo al mondo “appagata”. Volevi rose tèa per un taciuto addio e un canto melodioso al tuo partire. Tutto traspare... tra rocciosi anfratti l’arcano sogno e nei tuoi occhi il nostro cielo ultimo riverbero. Avesti rose tèa e una suadente voce intonò un pianto all’angelo caduto.
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Il testo si ispira al suicidio di una ragazza lanciatasi nel vuoto dal suo appartamento

L'autore
Nino Vicidomini

__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c

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Commenti (1)

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Rosita Bottigliero19 ottobre 2012

La fine di tutto porta a cancellare ciò che il mondo non riesce a donare... bellissma poesia. Bravo!