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Riflessioni 20 ottobre 2012 · lettura 1 min · 2348 letture

Vuoti geometrici

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Si strutturano pensieri a caso tra i due estremi della banalità, spazio sempre più ristretto da lacci dai colori sgargianti, e sempre più disperato è il grido del naufrago che affonda. E sempre più la quiete ingorda, come pace sazia e falsa, su questa distesa di nulla che tutto ingoia, come scusa non richiesta si posa.
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Rasimaco

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Commenti (3)

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Lorenzo Crocetti20 ottobre 2012

Poesia complessa ed intensa, impostata nello stile di Rasimaco, sempre profondo e sofferto, ma di difficile interpretazione. Si nota qui la disperazione del ritrovarsi schiacciati e sommersi da pensieri banali, pur magari ristretti in lacci dai colori sgargianti, ma che ci lasciano sconvolti ed insoddisfatti, tanto che precipitiamo nello sconforto, come un naufrago che affoga. E per sfuggire a tale tormento facciamo discendere la "ingorda" quiete, della quale, per liberarci dal peso esistenziale, abbiamo un estremo bisogno, quiete che c'illude di concedere una tranquillità "sazia e falsa", che solo però riesce a renderci catatonici nel volgere del nostro corso vitale.

Francesco Rossi20 ottobre 2012

Finissimo il verseggiare dell'autore posso solo aggiungere che i saggi oggi non solo non farebbero conquiste ma al contrario monumenti alla memoria di valori che molti purtroppo non riconoscono più come la dignità, la coscienza, la lealtà e l'unità del pensiero che l'autore riesce sempre a trasmettere nei suoi versi.

Elena Poldan21 ottobre 2012

Ottimamente espressa questa riflessione che urla un dolore per qualcosa che finisce, e finendo elargisce calma e serenitá non richieste e non gradite, che sembrano solo attestare un'incipiente, inesorabile fine.