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Introspezione 20 ottobre 2012 · lettura 1 min · 2586 letture

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Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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* volano via farfalle in arabeschi di coriandoli dalle mie scatole di vento ne trattengo la polvere nell’impalpabile gioco di assenze solcano oceani le mie mani senza approdi in rivoli di sale si dissolve liquida la mia anima senza direzione indefinita nube mi sfoca senza pensiero che arpeggi desiderio solo arcano e senza volto mi avverto sostanza indistinta e sono dita di bambini a tratteggiare domani e caleidoscopi cangianti i miei arcobaleni svaniti in cieche solitudini che mi esiliano in fessure di buio senza barbagli né riflessi tremano le foglie del mio giardino al primo sbadiglio del mattino solo spettri e falci artigli ghiaccio ad arpionare il mio timido volo nella volta celeste rivoltata in acuminate stelle -finte- mi disancoro da questo giorno che trascino come catena fra le caviglie ormai è solo un'idea questo libro da incendiare nel falò del mio tempo che scompare riappare ma letto non concede riposo a fiume impetuoso alla ricerca di sua foce
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (5)

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Patrizia Ensoli20 ottobre 2012

Versi introspettivi che percorrono e camminano nel buoi denso della malinconia incisiva l'ultima strofa... per me, il desiderio del riposo... Bella

Rita Minniti20 ottobre 2012

Un susseguirsi di pensieri che prendono il volo da un'anima malinconica che raggiunge la mente, per poi sfiorare il senso di quell'io che inevitabilmente pensa e si ribella alla vita. Un gioco che comporta decisioni alle volte difficili quando si ha a che fare coi propri sentimenti, con quell'essere protagonista dei propri giorni, laddove, scrive l'autrice"tremano le foglie del mio giardino/al primo sbadiglio del mattino", quasi a voler confessare di quei suoi risvegli non del tutto sereni, di quei pensieri che serrano il volo alla libertà verso un'aria respirabile... così da percorrere e ripercorrere le stesse malinconiche situazioni o leggere e rileggere lo stesso libro che"non concede riposo/a impetuoso fiume/in cerca di foce".Bellissima!

EnzoL21 ottobre 2012

ci leggo qualcosa di molto delicato e personale, quindi mi limito a sottolineare la bellezza del testo, questo volo tra la grandezza che non si raggiunge, vincolato da dolori troppo grandi... belle metafore, bella la stesura, mi tocca

Azar Rudif21 ottobre 2012

Un senso di indefinito e di incomprensibile aleggia fra questi versi. Solo interpretando il simbolo delle "farfalle" e le "scatole di vento" della prima strofa riesco a tradurre questi versi come una sorta di ribellione non solo alla vita che ci circonda, ma anche al passato.

Anna6231 ottobre 2012

Avverto, in questi versi una fatica di vivere, come un incedere contro vento, senza approdi o appigli. Si attende un sonno ristoratore che però non arriva. Passerà, spero, questo momento: ciascuno di noi ha i propri esilii e si è soli nella morsa del dolore, ma poi, si deve trovare il modo di tornare da se e armonizzarsi col mondo. Bella, triste, dolore allo stato puro, un dolore che redime, ne sono certa, redime e feconda nuove gioie