Seicento sono ora seicento
Giorgio Lavino
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Seicento sono ora seicento
i colori che ho sistemato
in questo luogo caldo
dell'anima mia
Seicento sono ora seicento
le idee che ho afferrato e obbligato
a correre insieme a me
su questo prato bianco
vuoto ma pieno di me
Seicento sono ora seicento
le paludi che ho attraversato
per giungere tra le braccia
degli amori che ho sognato
degli amori che mi hanno negato
Seicento sono ora seicento
i campanelli che ho suonato
per farmi aprire le porte
dalla mia fantasia
che se ne stava rintanata
a sprecare la sua vita
Seicento sono ora seicento
i battiti del mio cuore
che sono riuscito a raccontare
a qualche cuore che ha saputo
e gli è piaciuto ascoltare
(Le chiamano poesie
Forse sono solo malinconie
Le mie malinconie)
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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