Vuoti di parole (i soliti discorsi)

Il paradossale accento straniero
dei miei compaesani
irrita l'incudine e la staffa
di questo povero orecchio,
martellante questo parlare
tanto, di tutto, di tutti
e la sera sgretolato
e portato via dal vento.
Come se non si sapesse
che le zanzare sono fastidiose
e al semaforo ci sono mendicanti storpi
e che il collo della camicia nasconde più segreti di un confessore.
Vuoto moto sordo all'orecchio muto
porta danno a un remoto sogno d'alba
che non disgela su una tela d'autore
ma muore nel silenzio frastornante
di chi perde le sue ventiquattro ore.
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L'autore
Psr125712 A
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (2)
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EnzoL23 ottobre 2012
trovo questa tua riflessione uno splendore, oltre a condividere il concetto sottolineo la bellezza e la durezza urbana delle metafore che trovo veramente di alto livello mi colpisce molto quel: e che il collo della camicia nasconde più segreti di un confessore - e molto altro ancora, i miei complimenti più sinceri
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giulia angela9 novembre 2012
Si, mi unisco al pensiero, davvero bella. alcune frasi le ripeto mentalmente, indelebili.
