Il mio giaciglio

Ho la mente gravida
di lacrime e rimpianto
mi accompagna
il fragore muto del rimorso
il rumore di mille dolorosi passi
che calpestano
il crudele lastrico del tempo
ho riposto
il lucente gladio dell’illusione
ultimo baluardo
contro una grama tessitura d’esistenza
mi rimbalza innanzi il mio ieri
fotogrammi lenti
come un gocciare d’acqua piovasca
accompagnata dal mugghiare
d’un insinuante vento
che penetra
tra le fessure delle porte sprangate
della mia solitudine
e nel mentre ascolto la mia pena
con il mio dolor faccio giaciglio
pronto ad accogliere
i miei mille relitti che verranno.
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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Elle23 ottobre 2012
Una lirica che percorre strati d'esistenza vissuta... E arriva il momento del rimpianto, qualche istante fermo sul rimorso forse per aver scelto diversamente di vivere il tempo. Ma senza qualche illusione la vita come sarebbe?. Trovo che sia la miccia iniziale che ci spinge a fare il primo salto. Che ci siamo illusi... lo scopriamo dopo. All'inizio ci crediamo ed è allora che ci sentiamo così vivi. Poi la consapevolezza ci fa restare immobili con il vento che soffia sull'anima e non c'è porta che tenga...
Giuseppe Bellanca23 ottobre 2012
ottimi versi in una lirica molto musicale, un inseguire ricordi che delineano errori che hanno creato rimorsi, rimpianti di ciò che è stato creando dolore e sconforto... complimenti all'autore.


