Fiuto d'anima
Silvia Atepi
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Rastrelli la mia pelle
come erba al giardino d'estate
che il vicino di compiacimento si sazia.
Sotto le tue contuse unghie
stride forte all'opposto la mia rasa risata.
Anelavi a scorticarmi l'anima senza accorgerti che
simile ad un fringuello in gabbia, avevo preso fuga da tempo.
Un piccolo foro slargato negli anni
m'è bastato per esalare dal tuo potente riflesso.
Ed io, piccola al tuo cospetto,
con slancio ho rincorso pagliuzze di polvere
dal balcone dei miei pensieri, nei giorni del niente.
Non ti biasimo, hai perso la giusta misura del mio dipinto,
lacerata la tela dei miei sogni.
E' un labirinto infinito la flemmatica via
del tuo addio che ignaro percorri.
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Silvia Atepi
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