"Le tombe senza nome"
Stefano Drakul Canepa
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Giorni di luce
e il tempo scorreva
fra i ricordi.
Le tombe senza nome sono tutte uguali,
hanno riflessi di luce appena accesa
ed il tramonto dei giorni a venire
non ha rimpianto, né inganno alla memoria.
I ricordi non lasciano lacrime alla nebbia,
qui il sapore dei giorni scorre ancora
senza gelo, senza il tremore e le paure
delle ultime sere abbandonate all'orizzonte.
I fiori che una mano antica ha posato
a volte si dimenticano di morire
ed esalano profumi per stagioni intere,
anche quando le foglie cadono a novembre.
Il dolore non ha mai vergogna, non sa,
non conosce le parole che si facevano largo
nella neve e nella pioggia, non ha desideri,
non ha traccia delle notti e delle albe lontane.
Non perdona le speranze né il riposo della terra.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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Elle24 ottobre 2012
Luoghi che spesso vengono abbandonati al degrado totale. Il sacro è una parola ormai... Splendida poesia di anime abbandonate, la cui memoria si perde, nessuno si avvicina a lasciare un fiore. Pietre e sepolcri sotto un letto d'erba.
Miriam Badiani28 ottobre 2012
Questi luoghi di memoria e profondo rispetto spesso vivono di silenzio dovuto ma anche di indifferenza... e fiori caritatevoli cristallizzano il loro profumo nelle stagioni a venire, per sopperire a tristi mancanze. Meravigliosa, commovente.
J
Jmmy Al Pit23 gennaio 2013
Una poesia che esprime molto bene l'abbandono e la dimenticanza. Aspetti che nel tempo vanno quasi sempre a perdersi, molto evocativa e di grande significato. Complimenti all'autore.


