Rien d'obscène
Lunabionda Valentina Di Caro
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Spesso balorda
quando la bramosia
prendeva il sopravvento
Nuda gestiva a malapena
il suo pudore
e tralci di viti
-i capelli ramati-
ossessionavano i suoi seni
Lui se ne stava
come un riflesso
in balia dei suoi moti
seguendone l'ombre fugaci
ora di un fianco
or d'una mano
che unì alla sua
in simbiotico palpeggio
come una vite all'ingranaggio
e lento il trastullo crescendo
lo specchio si ruppe cadendo
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