Frigoriferi
Giovanni Perri
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L'anima che fa il punto ingoia
noi che facciamo sottrazioni lo sappiamo in quale fondo di notte scomparire
Avevamo qualcosa da imparare come spostare un silenzio da una bocca a un'altra e avevamo qualcosa da dire Ma qui
non è tempo di allungare nomi tra i balconi
di morire per finta ancora dieci volte e darci occhi in prestito e fuggire
Qui cadono contrappesi in acqua
la gente nuota come sogna
in alto vola un cerchio di fumo
le mani, le mani che tolgono vernice ai fianchi catturano solo bugie
so, che tra un po' non ci sarà più inchiostro
il mondo senza rappresentazione morirà in una secca nostalgia di ore
e io avrò ancora un foglio da attaccare al frigo
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (1)
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S
Sanzi27 ottobre 2012
La si legge dedicando molto tempo ai singoli versi, il senso balugina e poi si sottrae un po', quindi uno ci si ferma, riflettendo... alcuni versi sembrano più allusivi, come il primo, il terzo, il quinto, il terzultimo... il ritmo è pacato, lo sento così. Bella
