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Introspezione 28 ottobre 2012 · lettura 1 min · 2787 letture

L'ultimo treno per Parigi

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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mi avevano detto che l’oleandro ha foglie velenose ed ecco che già l’aria mi satura il fiato rosse rosa bianche esanime e se non sputo il raccolto rischio il soffocamento non è permesso (e neppure perbene) mostrarsi al sole: la pelle si tende senza alcuna compassione l’osceno è di scena eppure, non mi veste dirò che non ho visto niente – la luna le stelle Orione posso mentire omettendo, sapendo di non dire di sapere non è concesso, con occhio bendato m'hanno tradito il fiato sul collo - il solletico al fianco m'ha liberato l'ultimo viaggio a Parigi galeotto, l'occhiolino del capotreno...
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(Monet) _ ... ...looking down on empty streets, all she can see are the dreams all made solid are the dreams all made real all of the buildings, all of those cars were once just a dream in somebody's head she pictures the broken glass, she pictures the steam she pictures a soul with no leak at the seam lets take the boat out wait until darkness let's take the boat out wait until darkness comes nowhere in the corridors of pale green and grey nowhere in the suburbs in the cold light of day there in the midst of it so alive and alone words support like bone...

L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (2)

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omissam28 ottobre 2012

...altra perla d'aggiungere alla tua formidabile collana... plauso silente...

Francesco Rossi28 ottobre 2012

Questo stile che l'autrice imprime alle sue poesie tende a non mostrarsi apertamente ma a favorire la scoperta da parte del lettore dello stato d'animo che detta questi versi in un contesto di forte interiorità che a volte pare ermetica, poi le sue riflessioni che entrano ed escono per poi rientrare con prepotenza nel contesto della poesia sino a raggiungere un pensiero metafisico " il sapere non è concesso con l'occhio bendato..." ma forte e suadente il senso di liberazione sfruttato con maestria dall'utrice con l'occhiolino galeotto del capotreno.