Mattino d’ottobre tra le rose
Grazia Longo
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Mi vengono incontro
a dirmi buongiorno,
ancora fragranti di notte,
nell’aria brumosa,
impregnata d’aromi,
alitanti corolle
su steli di spine.
Rapita, mi fermo a guardare
e sento una luce,
farsi strada, da dentro.
Alzo gli occhi sul cielo di piombo.
M’accoglie, ora il canto, sommesso,
di piccoli uccelli nei nidi nascosti.
Nell’aria impaurita da spari lontani,
si tace, di colpo, ogni suono.
Poi guardo, stupita,
ancora una volta, le rose.
M’inebrio d’immenso
e di piccole cose.
Sorrido alla vita
e mi guardo le mani.
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