Un viaggio
Lunabionda Valentina Di Caro
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Cammino anche da ferma ormai
lo faccio a ritroso e avanti- a volte anche intorno
da sveglia o nel sogno, nulla mi turba più
raggiunta la cecità, desideri dormire fino alla fine
quando la fine è dietro la porta e non vuoi aprire
una finestra non basta, ci vorrebbero alveari di celle aperte
per contenere questi imbrogli
che marcano pisciando il territorio
ad un passo da te e dal culo
State lontani, il mio domani è qui
e lo tengo stretto come un cono gelato
troppo bello per esser mangiato e troppo breve
per non desiderarne un altro
un altro che nessuno voglia assaggiare
lontano da palati languidi come cuculi
che s'impossessano delle ricchezze altrui
sì che noi generosi cediamo
l'ultimo pezzo di cono ancora in mano
Sudicia questa stanza che non basta
vorrei ospitare solo un cane
un angolo di paglia un vezzo femminile e poi
un separé, da dove sbirciare il mondo
quando s'increspa il mare ed io che so nuotare
cavalco l'onde sul dorso di delfini
fin dentro la tua pancia
dove libero la mia- ritrosia
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