"Vampyrus"
Stefano Drakul Canepa
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respiri neri
d’eterna notte
nell’attesa
Attendimi nel buio e sarò nuvola
che spezza promesse già svanite
la polvere del vespro col veleno
per labbra disegnate sul deserto.
Io volerò sui battiti ormai uccisi
da mille notti spese a raccontare
di quando le mie albe erano vive
e il giorno non tremava nel dolore.
Attendimi nel vento e sarò ombra
che vaga il suo trono di diamante
il martirio delle lune sconsacrate
su una roccia incisa a desiderio.
Io respirerò un alito di lutto
la sorte ormai negata dal destino
che esita il funesto, eterno tempo
di chi non ha un’anima da perdere.
Attendimi nel cuore e sarò inferno
il ricordo di un bacio alla memoria
che sogna nel calore di un nero
Morto sole.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Flavio Uldanc29 ottobre 2012
AlexMen29 ottobre 2012


