Il libro che non voglio leggere

Greve
e irosa del tempo memore
è la mia malinconia
oramai avvezza al fosco
cammina con il suo nebbioso passo
incontro a dolenti mete
accompagnandosi a solitudini
conquistate a colpi di delusioni affrante
sogni dorati
come spighe di giugno
dal fianco spezzato dal vento
e canti di voci
come il frinire di grilli in un camposanto
e gente senza volto
che abita questo sogno dorato
come un libro
che non voglio leggere
per non vedermi nudo
spogliato dalla mia effimera pelle
per la paura
di non vederci sotto il mio niente
il mio tempo bastardo
le mie albe e i miei tramonti
la mia statua di gesso e di sale
con questo cuore
che batte
così tanto forte
che pare un boato
in questo immane silenzio
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Idalgo Visconti31 ottobre 2012
Bella e condivisa, ne ammiro la capacità espositiva e le similitudini usate per descrivere il sentimento, fatto di esempi veramente evocativi ed eleganti... .

