Nessuno
Maurizio Melandri
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*
Io sono nessuno
ma capisco quando mi parla
il Vento
quando la notte
scuote come foglia
e mi riveste di pietra ruvida
Quando negli occhi
restano impresse
le lacrime del cuore
come pioggia cadente
sui fragili passi del Nulla
Per questo comprendo
l'insistente sanguinare
dall'infinito vuoto che hai dentro
Quel grido strozzato
che d'eco permea
ogni tua dolente cellula
e che mai cessa
di calpestare i tuoi passi
E' ferita antica
é troppo sangue
riversato in cielo
Io sono nessuno
ma d'ogni tuo respiro
percepisco il febbrile
doloroso anelito
della tua mano tesa
che urla
Perché? ...
*
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
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