And- are
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (4)
molto creativa, una fantasia irrefrenabile che fa spaziare la mente e l'anima...
Non ci avevo mai pensato! ... Oltretutto il gerundio presuppone che quel che fai, pensi o dici - per quanto piacevole, illuminante o sconvolgente - si collochi in posizione secondaria, marginale, parallela rispetto a quello che sei. Consideriamo, per esempio, il verbo "amare" abusato dai poeti: "amo" al presente è attivismo autoreferenziale (e un po' frenetico); "amerò" può essere una promessa (furba quanto vaga); "amai" è inutile rimpianto (e forse confessione di impotenza); "amare" è esercizio teorico che si picca di infinitezza; con "amando" si è in esercizio ma ci si riserva il diritto di continuare ad essere se stessi, pronti a ricominciare come a smettere, a vivere l'estasi o a essere altrove!
I punti fermi mancano, e all'inizio c'e' uno di quei tu del quale in poesia Cristina Annino ha detto "Lo trovo di una facilità banalizzante, troppo musicale, quasi ruffiano." Eppure la frase è sospesa in un discorso che funziona, si slega e tiene avvinti, e va come una linea per lo spazio, imprevista. Quindi tra costruzione e istinto, e anzi probabilmente perche' frutto di sapienza costruttiva e istinto, questo testo funziona (incluso il titolo ispirato!) e vorremmo leggerne altri cosi', misurati e accurati! Chapeaux, come si dice qui!
E' il respito dell'anima quello che primeggia in questa bella poesia verseggiata in un verseggiare lineare. Bel stile.




