Insana gelosia
Santina Papa
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Dall'asola di un antico casolare
occhi vispi scrutavano la mia esile figura,
facevano capolino fra le inferriate arrugginite della vecchia scuola.
Leggevano le sillabe
dolci note di miele danzanti
sui bianchi tasti della mia bocca di tenera sposa,
si accigliavano ad ogni flebile sorriso di cera.
Erano invadenti,
uscivano fuori dalle orbite come viscidi serpenti!
All'improvviso sgranai i miei
limpidi e languidi come non lo erano stati mai,
e nell'arcigno sguardo di lupo famelico
riconobbero i suoi...
un ruvido cappio avvolse il mio fragile cuore,
goccia dopo goccia trasudò coralli di sale,
macchiai il suolo di un insano colore,
la sua gelosia, amaro zafferano,
soffocò in breve tempo la nostra Unione...
nei miei occhi annacquati la fine.
©
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L'autore
Santina Papa
Quello che mi interessa di più è emozionare il lettore e chi si avvicina anche per curiosità al mio modo di far poesia. Amo lo stile libero perché mi dà la possibilità di spaziare nel pensiero senza esser legata alle rime. La poesia mette in luce sia qualche sprazzo della mia vita che emozioni di altri, di so
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