"Pietra e terra"
Stefano Drakul Canepa
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pietra e terra
questa stagione fredda
di croce nera
Vivo di pietra e terra, respiro sangue
sui colori di una nuvola remota
tradotta in cenere dalle soglie nere
di una stagione antica, regno della sera.
Trovo le ossa nel silenzio e attendo,
spoglio l'inverno come un fiore morto
che trema i desideri e le luci vaghe
dettate da un istante fra cuoio e petto.
Vivo di dolore e ricordo, chiudo legno
per conservare il profumo di una valle
gelida e scolpita da un fiume in rosso.
Trovo le colline nel buio ed esito ancora.
Uccido le anime di novembre, le sfere,
i loro lenzuoli disegnati male nei giardini
agghindati a croce ed abbandonati
al soffio del maestrale. Passeranno secoli
prima che il tempo del sogno ritorni
ed io, vivrò di vetro e sabbia.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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elena rapisa2 novembre 2012
Arriva con forza una rinuncia a vivere i mesi del silenzio invernale. la terra si fa fredda pietra e nell'ombre di notti eterne si consumano solitudini e attese. Bellissima e tragica. Me la porto via

