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Fantasia 3 novembre 2012 · lettura 2 min · 2671 letture

"Morte d'Aiace Telamonio"

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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Ti destasti all'improvviso, folle, come colto da orrida procella che travolge eserciti e acque, nembi di mare fra le contese spoglie che l'odisseo ti tolse. Non i nemici, non i condottier distolsero il tuo sonno immane, ma gli agnelletti in pascolo, giocondo orgoglio della terra scivolata in lutto per tanta onta. Non la sfida di Laodamante, né lo scudo ricurvo d'Irtio dalle forti braccia che uccidesti con un sol colpo sferrato al capo. Non Enea ferito dalla tua ascia. Ma l'inganno di una Dea vigliacca, un'indegna trama scagliata per vendetta, non un eroe con l'asta in mano a sfidar onore. Dormia Achille appena ucciso. E il lugubre germoglio dei lamenti non placò le ire degli dei ingrati né l'ambizion sfrenata d'Odisseo che all'armi del Divino già puntava. Miserrimo! Tu che ai soldati togliesti vita e armi, non l'onore. Sfidasti Ettorre in singolar tenzone, quasi l'uccidesti, scagliando rocce e librando fendenti poderosi d'ascia. Or lagrimose ombre t'inseguono, onta greve per la tua pura alma. Nel tuo petto si struggea il foco, vergogna e disonor per il tuo gesto l'inutile strage d'inermi animali. Trapassasti con la spada il core e la carne mista a sangue sul terren intriso dal dolor di notte greve. Il sonno eterno ebbe pietade e un fior in boccio nacque dal sangue, fulgido segno d'animo incorrotto a memoria del tuo nome eterno, lo scuro segno in gloria di guerriero.
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Dopo la cerimonia funebre di Achille, Aiace e Ulisse reclamano il diritto di tenere per sé le armi di Achille: alla fine, dopo alcune discussioni, è Odisseo a spuntarla e Aiace, infuriato per questo, si accascia a terra esausto. Al suo risveglio, impazzito a causa di un incantesimo lanciatogli da Atena, si lancia contro un gregge di pecore e le massacra, credendo di uccidere i generali achei. Rientrato in sé, si vede coperto di sangue e capisce che cosa abbia in realtà fatto: preferisce suicidarsi piuttosto che continuare a vivere. Dal terreno intriso del suo sangue spunta un fiore rosso.

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (2)

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AlexMen3 novembre 2012

Complimenti... un autore davvero bravo... per certi versi mi somigli, o io somiglio a te, non tanto per lo stile ma per i generi vari affrontati. Per te la poesia non è soltanto "sole cuore e amore", ma la si può rapprendere in diverse e opposte emozioni. Questa poesia "eroica" mi piace, non è facile scrivere questo tipo di composizione, e tu ci riesci a pieno. Bravo!

Laura Maira4 novembre 2012

Veramente di gran respiro, magistrale, bello leggerti in questa categoria... Ti riesce proprio bene, Sempre col tuo stile inconfondibile, , complimenti.