"Chiedilo alla terra"
Stefano Drakul Canepa
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senti la terra
ascolta i ricordi
le notti fredde
Chiedilo alla luna se ti lascerà uscire,
se le notti saranno una prigione di seta
o un limpido richiamo a non svanire
di nostalgia e di tutte le tue ombre fragili.
Conserva uno sguardo per i giorni grigi,
per ogni nuvola trascorsa a nord
quando la pioggia è solo un filo d'argento
ed il respiro si fa lento nelle stagioni fredde.
Nemmeno i sogni han voglia di tremare,
ogni lacrima è una deriva al mare
ed io potrei turbare queste tue ferite,
le rive gentili di qualche sera abbandonata.
Ritaglia un gesto per non uccidere le foglie,
l'albero è già vecchio, non sente il vento,
ha un'alba da nutrire nei lunghi inverni
per tutto il sole che non ha mai taciuto.
Nemmeno le rocce han voglia di morire,
chiedilo alla terra.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Nino Vicidomini4 novembre 2012
Aleggia una sofferenza tutta sua per giungerà ad una trasgressione centrata; direi voluta. Un buon testo.

