Forse non sono quella che avrei potuto essere
You Don’t Know Me
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e guardo il mondo girare
va sempre da una parte
la meta è solo la metà
di quello che si può fare
forse non sono quella
che avrei potuto essere
lasciare stare i sogni
dentro sacchetti di zavorra
e tarpare le ali ai bisogni
è quello che so fare meglio
nascondere il rossore un po' meno
eppure guardo le nuvole in cielo
cambiare forma restano appese
nel mistero cosmico che
ci circonda indicano un
percorso nuovo da designare
e guardo il mondo girare
lasciare a piedi gli scontenti
tarpare le ali ai folli ed io
forse non sono quella che
avrei potuto essere se
avessi incontrato l'anima ribelle
che assomiglia al vento tra le fronde
e vola con le lucciole nella notte
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele5 novembre 2012
è un incanto questa splendida, si legge e si rilegge e t'avvolge dentro il suo, porta il fantastico esternato poetico dove il vero della zavorra è concepito tra i sensi che distinguono i pensieri sugli addenti della propria sentita libera riflessione...è un capolavolro... BELLISSIMA E SENTITA POESIA... LODE

