Oggi mi scrivo

Affresco reliquie senza firma
su fogli d’inverni senza giorni
ci dipingo voci di venti
senza rumore ne sapore
quasi un affronto
per questa carta indispettita
che resiste
sbarrando i bordi al mio tormento
ma riga dopo riga
arriva lenta
la rabbia di un anima sgomenta
dimenticando della distante vita
il verbo che risuonava
come un incanto sulle dita
calco la mano
sulla mia ultima sillaba scorretta
concimo rime
annaspando fiati senza bocca
cercando di ritrovarlo
quel verso mio narciso
se ancora è lì che aspetta
ti guardo
foglio indecente
sei lì
rifletti la mia assenza
che fra tutte quelle che ho subito
è quella da cui non sono più guarito.
©
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L'autore
Turan
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