La scena sociale dell'autunno del duemiladodici
Scorro in bobina l'ultima settimana
e mi scivola adosso questa stessa penna
cinico e responsabile
dei contorni che mi spettano
non riesco a condividere
il teatro d'un cinema muto
a disagio perdutamente
assorbo i finti sorrisi
come un pagliaccio al cimitero
e batto cassa
tra un farò e un imprevisto
un bacio e mille coriandoli inutili
preferisco un metroquadro
al mondo intero
i Doors su disco e Obama presidente
ho un sogno senza grucce
e abiti che invecchiano nell'armadio
il filo ha appeso il futuro
e godo di quello che succede adesso
il niente al cubo
è tutto ciò che ho bisogno
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