"Nemmeno il dolore"
Stefano Drakul Canepa
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venti fragili
a spazzare nuvole
e foglie nere
Nemmeno il dolore accettava quel silenzio,
le lacrime gridate nei mattini in controvoce
ed i clamori addormentati nelle poche attese
di quello che io chiamavo inverno a perdere.
Divelte fiamme per te che rallentavi le stelle,
mentre un cielo a caso schiudeva le sere
fino a divenire un orizzonte per il cuore solo.
Intorno, ravvolto nel buio c'era eterno gelo.
Nemmeno il vento soffiava via quelle nuvole,
le strade che conducevano a strani rintocchi,
dischiusi adagio via via che i passi si perdevano
come le gocce di rugiada fra le albe ignote.
Traverse spire per me che giungevo a sguardo,
in ritardo sulle ore che andavano a svanire
come supplizi annunciati alle notti morenti.
Nemmeno i sogni sapevano di morire subito.
Nemmeno le poche foglie lasciate dall'autunno
a far da pena ai giorni senza sole.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Miriam Badiani8 novembre 2012
Sempre abile nel descrivere attraverso la poesia atmosfere e stati d'animo di immensa malinconia. Poeta delle ombre. .
Jade9 novembre 2012
nettare nero di cui mi inebrio le tue Liriche che trascinano in luoghi malinconici e affascinanti. Sei il Principe della Notte... Tu


