Omnia vincit amor
Con ali rossicce come ferro ossidato
e rovente incontro a noi procede
amara e trionfante morte
che tutti ad una sorte
dura e sempre imprevista
reca paurosa;
eppure da prigione
pur essa atroce libera:
termine ha infatti il pianto per le severe
pene che la vecchiezza
adduce e per i morsi
che imperituri ricorrenti sogni
infliggono, spenti ma ancor brucianti,
amori mai rimossi ricordando
...
E se, supremo inganno, questi durassero ancora
superato il confine della vita?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
C
Tutte le opere →
L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!