La lavagna azzurra
chi può mappare
la vastità illimitata
l’intero disegno vederne
fino alla visiera del cosmo
o di tracce il caotico
succedersi all’estremo?
sulla lavagna blu solo
frammenti s’inscrivono
per la continuità
della risacca che li richiede
a galla placidi
dopo trascorsi uragani
i relitti del tempo si stanno
nell’acqua immemore
non forma non ancora
il corpo vivente del mare
ma posposta è sempre
dell’ultimo orizzonte
la veduta e l’unione
delle parti non fa
non fa ancora l’intero
e nessun segno esplica
l’inconcepibile
completezza dell’essere
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (1)
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giovanni bagnariol11 novembre 2012
Dalla lettura di questa ben ritmata e profonda lirica ricevo l'immediata sensazione di quanto siamo ancora lontani da una conoscenza dell'essere, noi fragili creature cui non è data piena conoscenza. (così m'è piaciuto commentare)