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Fantasia 11 novembre 2012 · lettura 1 min · 3993 letture

Alla Musa

Agnese Iannone 183 poesie pubblicate
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Tra steppe, scogli e dirupi, ascoltando solo note stonate del cuore, vaga il mio pensiero, vuoto di desiderio, assetato di te, o Musa, ispiratrice d’ artisti! Lo sguardo ansimante ti va cercando tra nuvole di vapore e le onde del mare, nei riflessi di luci e nei colori dell’ arcobaleno. Immersa nelle acque sacre del fiume, nei silenzi armoniosi della natura, mi sussurri con voce carezzevole parole colorate di speranza e d’ amore, sgorgate da un cuore di panna. Sento la carezza del vento tra i capelli e felice, danzo a piedi nudi sull’ erba umida di rugiada, mentre stille d’ emozioni solcano le mie gote. Vedo scorrere fiumi di versi cristallini lungo prati fioriti, fino a inondare una valle, la sconfinata valle dei poeti.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Quando la mente vaga a vuoto e non scorre linfa poetica nelle vene, ricorro alla Musa ispiratrice, pregandola di venirmi in aiuto. Questa poesia ne è la dimostrazione. Sono felice che sia piaciuta a quanti l'hanno letta e commentata. Ringrazio di cuore.28 ottobre 2013
L'autore
Agnese Iannone

M’ è sempre piaciuto, fin da piccola, leggere più che scrivere. Ho passato buona parte della mia vita ad insegnare nelle Scuole Elementari in vari comuni della provincia di Salerno e Napoli. Attualmente sono in pensione. Solo in tarda età, per caso, mi sorpresi a scarabocchiare versi, mentre ascoltavo una lezione di te

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Commenti (2)

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Paola Vigilante11 novembre 2012

Complimenti all'autrice per esser riuscita a trasmettere in maniera così completa la gioia che nutre il poeta quando è colto da ispirazione. Un'ispirazione di cui si è assetati e desiderosi di riscoprire nelle bellezze della natura, in tutto ciò che ci circonda, che guardiamo e percepiamo. Molto gradevole la lettura, apprezzata per contenuto e forma.

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fabio nanni19 novembre 2012

Ricordi Dante?: "O muse, o alto ingegno, or m'aiutate; o mente che scrivesti ciò ch'io vidi, qui si parrà la tua nobilitate." Se lo sentiva lui il bisogno di chiedere aiuto alle muse... perché non dovremmo farlo noi poveri mortali? Molto bello questo canto!