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Morte 12 novembre 2012 · lettura 1 min · 2155 letture

In prossimità della stessa

omissam 412 poesie pubblicate
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Il sangue sale scende verso l'imbrunire del coraggio mancanze varie alito rissoso organizzazioni di idee contagiose... le ossa declinano verbi imperfetti si scuotono tendenziose immobilizzando porosi da compiere muscoli ciechi fibre mollicce posticce bianche carnagioni macchie solari denti immobili bolo torna su'... falangette riflesse dispersione d'effluvi vesuviani ansimare rifiatare comprare aria priva d'ossigeno perpretare la vita defecando cellule moribonde neuroni cervellotici s'amalgamano al ragù sfatto del pensar perduto... occhi non pervenuti ti guardo non ti vedo buio morituro niente più elettricità nero astrale postura filistea da cadavere... il prossimo vestito sarà di ciliegio imbottente
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morir secondo me...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (6)

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Laura Chiarina12 novembre 2012

Un lucido, lento commiato... che inizia ben prima che ce ne accorgiamo. Poesia molto particolare... ci si sente sul tavolaccio di un patologo, ma senza ansia... con un pizzico di intelligente ironia piuttosto!

Gentiana Marika12 novembre 2012

Si ... questa è la morte, questo è essere zombi viventi ... aria che addirittura si compra priva d'ossigeno ... il coraggio che tramonta ... le idee che non arrivano ... il nulla ... buio totale, rantolare senza capire cosa si tocca e si è in grado di toccare qualcosa ... Una bella descrizione condivisibile, fuori dalle righe comuni, che in fondo è la differenza che distingue la vita dalla morte! Complimenti!

Splendido Leotta Michele13 novembre 2012

notevole struttura poetica che imbalsama traslazione d'avvenimento in prossimità di configurazione circostanziale per imprese aggiunte intonate ai rilievi sentori che ne saggiano fine interpretata che la stessa impressione produce in coerenza allestita in affini molecole di morte concepite...è MAGISTRALE

Rosita Bottigliero13 novembre 2012

Impercettibili sincronie... ilfare e sapere che nulla ha un fine... Siamo soo immobili davanti alla morte. .

EnzoL13 novembre 2012

una vivisezione Omissiana, che incalza tra falangi boli e defecazioni amniotiche scivolare lentamente, come quella scala nella foto, un passo alla volta un respiro alla volta grandiosamente tua

carla composto14 novembre 2012

il sangue sale e scende come su una scala mobile... bella metafora... un 'analisi ben fatta del nostro stato prima del decesso ... addirittura macchie solare... non sfugge nulla al bravo ed attento poeta... dal quale aspetto sempre liriche come questa... complimenti